ANTONIO PUCCI, NATO IL 28-2-1923
Ai miei tempi si mangiava molta pasta e verdura e si cucinava sui carboni. I mezzi di trasporto erano locomotive, camion, carrozze a cavalli, anche per portare chi stava male in ospedale ci si serviva delle carozze, solo nei grandi centri c’erano le ambulanze. I bambini giocavano con le altalene legate con le funi agli alberi, alla "settimana", al pallone e a "mazza e pizza", una specie di football americano, si lanciava una mazza e si colpiva con un’altra.I fatti di cronaca che accadevano erano meno numerosi di oggi, perchè non c’erano automobili, non c’era la droga, ma molta gente moriva per il calcio di un cavallo. Molti emigravano all’estero per la povertà. C’erano pochi palazzi e le abitazioni erano piccole, le strade erano asfaltate per pochi chilometri, il resto era di brecciolino, l’illuminazione era scarsa ed era fornita dai lumi a petrolio. Le famiglie erano numerose e unite, infatti non c’era il divorzio e solo raramente le coppie si separavano. Il consiglio dei famigliari era molto considerato dai giovani, se i genitori invitavano il figlio a farsi prete, lui ascoltava il consiglio e le ragazze accettavano lo sposo scelto per loro dai genitori.C’erano tanti lavori faticosi e modesti, il falegname, il pescatore, lo stagnino, il pittore, il calzolaio, lo spazzacamino,la sarta, il maniscalco, il fabbro, lo spaccapietre, lo scalpellino, alcuni oggi non si fanno più.
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